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LUNA PARK ABBANDONATO   
a cura di Giancarlo Carpi   
La prima mostra personale di Katja Tukiainen in Italia presenta nuovi quadri realizzati tra il 2015 e il 2016, ritratti ovali delle sue tipiche ragazze e due sculture, le così dette Katja’s Big Dolls. La narrazione è sempre presente nel lavoro dell’artista finlandese – è infatti semplice immaginare che cosa sia accaduto prima del momento che ha scelto di rappresentare e che cosa avverrà dopo. L’altro aspetto, ancor più caratteristico è la cuteness sia nella scelta della tavolozza che dei personaggi. Il colore rosa e le ragazze cute possono dirsi l’essenza della sua arte.   Combinando una morfologia infantile – “baby schema” o “Kindchenschema” – con il suo autoritratto, le tipiche ragazzine dipinte dalla Tukiainen sembrano esplorare l’identità mutilata delle persone che fanno spettacolo di se stesse aderendo alla socialità dei nuovi media. Si tratta di un’affinità tra il suo lavoro e quello del movimento giapponese Superflat, ma le molteplici fonti inconografiche – dalle lolite in stile manga a Henry Darger – e la specifica qualità di questa pittura suggeriscono anche un approccio o una variazione europea. Una via che sembra integrare l’estetica del Superflat a quella del Pop Surrealism americano, come, peraltro, ha indicato l’accoglienza sia da parte di gallerie californiane storicamente “pop surrealiste”, la Copro Gallery di Santa Monica che di musei giapponesi come lo Spiral Art Space di Tokyo.       


Patrocinio dell’Ambasciata di Finlandia a Roma.

Curated by Giancarlo Carpi   
Katja Tukiainen's first solo exhibition in Italy consists of her new paintings from 2015-2016, earlier oval-shaped portraits of fictional young women and two sculptures, the so-called Katja's Big Dolls. Narration is the constant factor in Tukiainen's art – it is easy to imagine what happened before and what will happen after the moment that she has chosen to portray in her paintings and sculptures. The other, even more characteristic attribute of her art is its cuteness, both in the palette of colors and the choice of characters. The color pink and cute girls are the very essence of her art. 
Combining a morphological “baby schema” with a self portrait of the artist, Katja Tukiainen’s young woman may be also considered an exploration of the damaged identities of people turning themselves into spectacle in the contemporary new-media society. These characteristics link her art to the Japanese Superflat Movement, but their iconographic sources – from the manga-esque Lolita to Henry Darger – as well as the specific style of her paintings suggest a specifically European approach. An approach that connects the Superflat style to American Pop surrealism, as is demonstrated by her being shown at Pop Surrealism art galleries like the Copro Gallery in Santa Monica as well as in Japanese museums like the Spiral Art Space in Tokyo.