Rassegna Stampa

​COMUNICATO STAMPA

Pseudo 1

a cura di Giancarlo Carpi

Inaugurazione 25 settembre h 19.00

Durata mostra 26 settembre – 10 novembre 2015

Opere di: Yo Akao, Gabriels, Cristiano Petrucci, Elio Varuna, Esteban Villalta Marzi, inoltre una vignetta di Zerocalcare

La prima mostra di CORE espone opere edite e inedite degli artisti visivi Gabriels, Elio Varuna, Esteban Villalta Marzi, Yo Akao e Cristiano Petrucci insieme a oggetti estranei alle fine art: una vignetta dell’autore di graphic novel Zerocalcare e il romanzo tratto dal celebre cartone animato e fumetto giapponese Candy Candy, tradotto in italiano nel 2014 (Keiko Nagita, Candy Candy, Kappalab 2014). Lo sconfinamento di prodotti che appartengono alle commercial arts nel linguaggio verbale, il fumetto Candy Candy e la graphic novel Dimentica il mio nome (Bao Publishing 2014), quest’ultimo legittimato dalla candidatura al premio Strega 2015, viene fatto corrispondere con la consapevole riduzione della propria opera a una merce da parte degli artisti visivi, e alla loro consapevole identificazione con essa attraverso uno stereotipo formale: il Kindchenschema (la morfologia infantile). Nel regno delle arti visive come in quello della letteratura la popolarità o la potenzialità commerciale del soggetto o dello schema stereotipico (nel caso degli artisti) sono più importanti per gli autori del prestigio tradizionale dei linguaggi alti: la pittura e la scrittura. Proprio mentre – il caso eclatante della candidatura di una graphic novel al premio Strega – l’idea che il valore di un’opera creativa dipenda dal linguaggio in cui è espressa è messa in crisi o indebolita. In questo desiderio di un’arte post-mediale alligna una sottomissione – a volte consapevole – della creatività personale e della propria identità allo stereotipo commerciale, alla sua riconoscibilità che sembra essere diventata più potente e spendibile della riconoscibilità e del prestigio dei singoli linguaggi.

Inaugurazione

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